Pandemic Fatigue


Nelle ultime settimane, molti paesi hanno segnalato un aumento del "Pandemic Fatigue", ovvero le persone si sentono demotivate a seguire i comportamenti raccomandati per proteggere se stessi e gli altri dal virus. Non si tratta quindi, come indicato da vari esperti menzionata di una sindrome da iperstanchezza cronica correlata alla pandemia.


Trovare modi efficaci per affrontare questo fatigue e rinvigorire la vigilanza pubblica è quindi una sfida crescente che i governi e le autorità sanitarie devono affrontare mentre continua questa prolungata crisi della salute pubblica.


Su richiesta degli Stati membri, l'OMS/Europa ha inoltre sviluppato un quadro di raccomandazioni politiche per guidare i governi nella pianificazione e nell'attuazione di strategie nazionali e subnazionali per rafforzare il sostegno pubblico alle misure di prevenzione COVID-19.


Katrine Bach Habersaat, Team Lead (ad interim) dell'Unità di analisi comportamentali e culturali dell'OMS/Europa, ha introdotto il quadro sviluppato dall'OMS/Europa per affrontare la fatica pandemica.

Tra le raccomandazioni possiamo annoverare:


1. Comprendere il ‘pandemic fatigue’: Prof. Dr. Cornelia Betsch, dell’Università di Erfurt, Germania, ha spiegato il meccanismo dietro questo fenomeno. La paura è un’emozione di base che porta a un comportamento adeguato, protettivo, ma svanirà quando le persone si adattano alla minaccia, ovvero il COVID19. Anche quando facciamo le stesse cose ripetutamente per molto tempo, si verifica il ‘fatigue’.


L'OMS definisce il 'pandemic fatigue' come una reazione naturale e attesa alle avversità sostenute e irrisolte nella vita delle persone. Si esprime come demotivazione a impegnarsi in comportamenti protettivi e a cercare informazioni, nonché in sentimenti di compiacenza, alienazione e disperazione.

Pertanto, il monitoraggio dell'opinione pubblica è un importante punto di partenza per un cambiamento comportamentale efficace. Comprendere le persone, raccogliere e utilizzare le informazioni per interventi e comunicazioni mirati, personalizzati ed efficaci.


2. Coinvolgere le persone come parte della soluzione: trovare modi per coinvolgere in modo significativo individui e comunità a tutti i livelli.


3. Aiutare le persone a ridurre i rischi mentre si fanno le cose che le rendono felici: restrizioni di ampia portata potrebbero non essere fattibili per tutti nel lungo periodo.


4. Riconoscere e affrontare le difficoltà che le persone provano e il profondo impatto che la pandemia ha avuto sulla loro vita.


Inoltre, è fondamentale seguire i 5 principi della comunicazione a livello nazionale e locale: trasparenza, equità, coerenza, coordinamento e prevedibilità.


La pandemia è un'emergenza sulla quale non abbiamo un controllo, perciò è inutile adottare delle strategie di coping basato sul problema, ma bisogna adottare delle strategie basate sulle emozioni, come la meditazione, la scrittura, parlarne con qualcuno, ... Solo in questo modo si può migliorare la resilienza e imparare a riconoscere e gestire le emozioni legate a questa situazione.


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